Polonia

Alessandro PasutPolonia

La Polonia è diventata la settima economia dell’Unione Europea registrando un tasso annuo di crescita del 4,2%. Negli ultimi due decenni la Polonia ha aumentato di otto volte il PIL pro capite, attualmente attestato attorno ai 15.400 dollari. Comprensibilmente, la Banca Mondiale ha definito questo periodo di crescita economica, come l’età dell’oro per la Polonia. Molti i fattori che hanno contribuito a questo risultato: ampio mercato interno dei consumi, riforme economiche importanti, piccole e medie imprese particolarmente dinamiche, i distretti industriali, gli investimenti esteri, una forza lavoro qualificata a costi competitivi, l’afflusso di lavoratori dalla Ucraina e dai Paesi della CSI e non ultimo l’accesso ai fondi europei.
In Polonia, negli ultimi cinque anni, sono entrati come lavoratori più di un milione di ucraini e altrettanti dai Paesi CSI, i quali hanno contribuito sia ad aumentare il PIL che a colmare la mancanza di manodopera, lacuna creatasi dalla forte emigrazione dei polacchi soprattutto verso l’Inghilterra, a seguito dell’ingresso del Paese nell’UE. Il divario economico tra la Polonia e gli altri Stati dell’UE sta sempre più diminuendo; la Brexit causerà un rallentamento della crescita economica del Regno Unito, e tutto ciò potrebbe provocare un rientro di lavoratori polacchi con una notevole formazione specialistica.
I consumi delle famiglie sono uno dei principali fattori che hanno contribuito a trainare l’economia. Lo Stato ha varato alcune norme a sostegno delle famiglie: un programma, il Family 500+, che ha aumentato il reddito disponibile di oltre il 3%; per il 2020 c’è in progetto di non far pagare le tasse alle persone al di sotto dei 26 anni e di aumentare tutte le pensioni. Tutto questo ha avuto e avrà un risvolto positivo sui consumi, su tutti i settori del commercio al dettaglio, sul settore immobiliare, sull’istruzione, il tempo libero e la sanità, senza compromettere la posizione fiscale del Paese.
I benefici ricavati dall’accesso ai fondi dell’UE si sono visti subito. Dal 2007 all’anno in corso la Polonia ha ricevuto 208 miliardi di Euro per investimenti nelle infrastrutture: è cresciuto il settore edile, quello immobiliare, quello della new economy, come lo sviluppo di software per videogiochi, quello delle attività commerciali e infine l’aumento della presenza sul territorio di società internazionali come la IBM, la Credit Swiss, la Citi Group.

 
(Fonte: M.F., I.m.e.)

 

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