Ungheria

Alessandro PasutUngheria
Mancanza di lavoratori.
L’Ungheria, come gran parte dell’Europa Centrale, sta vivendo un periodo di crescita economica, che vede protagonisti il settore delle costruzioni edilizie, il turismo e il settore automobilistico. Tra i vari effetti positivi un drastico calo della disoccupazione, che negli ultimi anni è passata da un 11% nel 2010 ad un 4% nel 2017. Addirittura, negli ultimi mesi, si è riscontrata una mancanza di lavoratori, soprattutto nella capitale Budapest.
Per colmare questa carenza il governo si è affrettato a richiamare in patria gli ungheresi che sono andati a lavorare all’estero, mossi esclusivamente dalla possibilità di ricevere uno stipendio due o tre volte maggiore: come si sa lo stipendio medio ungherese, ad esempio di un operaio, si aggira intorno agli 800 euro, mentre in Europa centrale può arrivare ai 2000 euro. Questa retribuzione così bassa è il motivo per cui molte società straniere aprono in Ungheria. Mancano almeno 3000 operai, tra meccanici ed idraulici, e gran parte delle figure professionali, come infermieri, medici, esperti nel settore del turismo. Con degli incentivi fiscali, sono stati richiamati al lavoro anche i pensionati, mentre dove la carenza di lavoratori si è presentata in modo molto serio, si è ricorsi all’imposizione di straordinari e a spostare i lavoratori, a seconda della necessità, da un settore ad un altro.
Il Governo ungherese si è reso disponibile ad accettare lavoratori provenienti dall’estero, ma esclusivamente dall’Europa, molti dall’Ucraina e comunque solo da Paesi di religione cristiana.
Nel 2017 l’importo medio degli stipendi è aumentato del 10%, arrivando a circa 700 euro.
(Fonte: Ungherianews)

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