Russia, Bulgaria, Slovenia, Ungheria, Serbia

Alessandro PasutRussia
Energia elettrica dai rifiuti
Serghei Donskoi, Ministro all’Ecologia e Risorse Naturali, ha illustrato il progetto per la costruzione di nuovi stabilimenti che andranno a trasformare il 10 % dei rifiuti urbani in energia.
Gli stabilimenti previsti sono cinque, quattro attorno a Mosca ed uno nel Tartastan. Tutto questo dovrebbe entrare in funzione entro il 2022 come prevede il progetto nazionale “Paese Pulito”, di fatto un percorso completamente nuovo per la Russia.
Bulgaria
“Bio Organic Bulgaria”, un’importante azienda nel settore della trasformazione alimentare, aprirà entro ottobre 2017 un impianto per la lavorazione di frutta e verdura nella zona di Belica, Oblast Blagoevgrad. L’investimento sarà di quasi tre milioni di euro e permetterà di essiccare e congelare quattro tonnellate al giorno di ortofrutta.
Slovenia
Durante la passata crisi finanziaria la Slovenia è stata costretta a sopprimere alcune sedi diplomatiche, ma da poco il Ministro Erjavec ha comunicato che verranno inaugurate entro la fine dell’anno le sedi dell’Ambasciata slovena in Irlanda, in Marocco, in Bulgaria e nel 2018 anche in Tanzania. La sede in Marocco sarà per la Slovenia la seconda in tutta l’Africa, dopo la già presente in Egitto. La scelta di aprire in Bulgaria è direttamente connessa all’aumento dei rapporti economici tra i due Paesi.

Ungheria
Il gruppo italiano Biolchim-Cifo, importante azienda presente da decenni nel settore dei fertilizzanti naturali, ha acquisito la maggioranza sociale di una azienda ungherese che produce terricci per l’agricoltura e prodotti per la cura delle piante, la Matécsa Kft. L’azienda ungherese ha sede a sud di Budapest, in una zona molto ben collegata alla Slovacchia, alla Slovenia, alla Croazia, alla Romania, alla Bulgaria ed alla Bosnia Erzegovina. Da questa acquisizione il gruppo italiano prevede di rafforzarsi sia nella logistica che nelle vendite.
Serbia
Il Ministro alle Infrastrutture ha presentato un importante progetto di ristrutturazione della rete ferroviaria che prevede un investimento di 1,5 miliardi di euro. Gli interventi riguarderanno un tratto di 80 km da Belgrado verso il Montenegro, un tratto di 15 km da Belgrado verso la Romania, altre linee che dipartono dalla capitale verso la periferia e la costruzione di nuovi viadotti e gallerie. A questo importante lavoro di riqualificazione la Russia partecipa con un prestito di 800 milioni di dollari.

(Fonte: I.C.E.)

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