Russia, Venezuela, Panama

Alessandro PasutRussia/Venezuela
Il Ministero dell’Energia del Venezuela ha comunicato che la compagnia petrolifera russa Rosneft e quella venezuelana Petroleos de Venezuela (Pdvsa), due colossi del settore, intendono cooperare per sviluppare il commercio di petrolio e suoi derivati; a tal fine hanno firmato una serie di accordi sia per lo sviluppo dell’industria elettrica del Venezuela, che per l’utilizzo di energia idroelettrica, e per la sostituzione delle attuali centrali a gasolio a gas associato e a gas.
Panama
Il nuovo Canale. Nel 2006 i cittadini di questa piccola Repubblica dell’America Centrale risposero positivamente al referendum sull’espansione del Canale. Il nuovo Canale di Panama, iniziato nel 2007 ed inaugurato lo scorso giugno, darà nuovo impulso al commercio internazionale permettendo alle navi portacontainer di transitare nelle chiuse: si tratta di veri e propri giganti del mare, navi in grado di trasportare 13mila containers, lunghe 366 metri, larghe 49 metri; prima della costruzione del nuovo Canale, queste navi erano costrette a circumnavigare il continente; ora il nuovo percorso ridurrà tempi e costi.
Brasile
Il Governo dello Stato di San Paolo ha realizzato un nuovo collegamento autostradale , “Anchieta-Imigrantes” tra la città di San Paolo e uno dei maggiori porti del Paese, Santos; tale nuova rete si insinua in una regione densamente popolata, che accoglie il 20% dell’intera popolazione del Brasile e che si sviluppa in un ambiente in parte montagnoso; alla costruzione di questa autostrada lunga 176 km ha partecipato anche una importante impresa italiana, procedendo alla definizione di sei tratti autostradali, tre gallerie e sei viadotti.
Messico
L’obiettivo principale dell’attuale Governo è quello di rendere l’economia del Paese meno dipendente dal petrolio; i dati ufficiali ci dicono che nel 1982 il petrolio rappresentava il 60% delle esportazioni, nel 2015 tale percentuale è scesa al 6%. Ora l’attenzione è focalizzata sull’industria, la pesca ed il turismo; si vogliono creare nuovi posti di lavoro con la costruzione di strade, ponti, nuove scuole; si vogliono aiutare le piccole e medie imprese con facilitazioni nel pagamento dell’Iva; e alcune regioni che hanno visto la loro economia crollare insieme al prezzo del greggio, verranno inserite tra le Zone Economiche Speciali, che prevedono normative più snelle atte ad attrarre investitori stranieri.
Venezuela
La crisi di oggi. Senza alcun dubbio il Venezuela sta vivendo uno dei momenti più bui della sua storia: la quotidianità è fatta di mancanza di beni alimentari di prima necessità nei negozi, mancanza di energia elettrica e acqua potabile nelle case, mancanza di farmaci e adeguata assistenza medica negli ospedali. Difficile risulta riassumere in breve i perché di questa emergenza, ma affrontare un’analisi economica è necessario ed urgente. Molti concordano nel rilevare che nel lungo periodo di prosperità economica goduto dal Paese, nulla si è fatto per preparare il “terreno” ad una diversificazione dei proventi da esportazione, rappresentato a tutt’oggi dal settore petrolifero per oltre il 90%. Il percorrere ora questa strada sembra essere troppo tardi e purtroppo non aiuta una costante spesa pubblica molto alta, che ha portato ad una inflazione severa, e una riforma fiscale che non rende giustizia a nessun cittadino.

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