Algeria, Emirati Arabi

Alessandro Pasut 1Algeria
Per attuare un’economia non esclusivamente dipendente dal petrolio, l’Algeria metterà a disposizione del settore dell’energia pulita, solare ed eolica, 60 miliardi di dollari nei prossimi anni. La cooperazione con investitori stranieri diventa perciò essenziale: saranno presentate a breve nuove gare per progetti relativi alle energie rinnovabili. Ha avuto grande riscontro il Business Forum tenutosi lo scorso maggio, dove l’Italia è stata rappresentata da varie aziende; l’Italia sarà presente anche al Forum Internazionale per l’energia del prossimo settembre con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione Algeria-Italia.
Tunisia
Il settore trainante dell’economia tunisina, il turismo, ha subito in questi ultimi anni un crollo devastante, sia a causa di attacchi terroristici, che a causa di un mancato equilibrio politico interno; per far fronte a tutto questo la Tunisia ha accettato un prestito di 268 milioni di euro dalla Banca Africana di Sviluppo, prestito che inizierà a ripagare a partire dal 2023 e che investirà nel settore finanziario. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha accordato alla Tunisia un prestito di 2 miliardi di dollari per aiutare il Paese a risollevarsi da questa terribile crisi economica.

Emirati
Nel primo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo di Abu Dhabi è salito a 53 miliardi di dollari, con un aumento del 7,7 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2014. Al Mansuri, a capo del distretto economico, ha dichiarato che il settore non petrolifero è in continuo aumento, ha impresso una forte spinta all’economia dell’emirato ed ha superato le entrate date dal settore petrolifero.

Dubai
Da oggi al 2030 Dubai realizzerà il più grande impianto solare del mondo ad energia concentrata con una potenza totale di mille megawatt, così il 25% dell’energia richiesta sarà fornita dall’energia rinnovabile. Tale progetto sarà realizzato in varie fasi, la prima di queste entro il 2021. L’Autorità per l’Acqua ed Elettricità indirà una gara internazionale per scegliere le migliori compagnie straniere atte alla realizzazione ed alla gestione degli impianti.
Egitto
Per poter dare nuovo impulso alle fabbriche rimaste inattive negli ultimi anni e per essere autosufficiente dal punto di vista energetico, l’Egitto necessita di 3 miliardi di piedi cubi di gas all’anno. Eni, società italiana di gas e petrolio, sta collaborando con l’Egitto ed è ora presente nella zona economica esclusiva Zohr, un giacimento di gas, dove sta partecipando alla perforazione di 25 pozzi, sei dei quali dovranno essere produttivi entro la fine del prossimo anno, e, per rispettare tale scadenza, Eni ha acquistato anche gli strumenti di perforazione.
(Fonte: A.Med)

 

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