Paesi Arabi

Alessandro PasutEmirati Arabi
Nei primi tre mesi del 2016 i visitatori stranieri che hanno raggiunto Dubai per motivi di lavoro o per turismo sono stati circa 4 milioni, con un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2015.
La maggior parte dei visitatori, il 25%, proviene dai Paesi del Golfo, in particolare dall’Arabia Saudita, dall’Oman, dal Kuwait e dal Qatar. Anche l’Europa è significativamente rappresentata da un 23% sul totale delle presenze, con visitatori dalla Gran Bretagna, dalla Germania e dalla Francia. La presenza degli italiani è aumentata di un 5%, arrivando a quota 70.000 visitatori. I dati sono stati pubblicati dall’Ente per il Turismo di Dubai, il cui Direttore Generale ha ufficializzato il progetto di incentivi di governo volti al potenziamento delle infrastrutture legate al turismo.

Oman
L’Oman sta per realizzare il progetto di costruzione di una industria petrochimica altamente specializzata in campo tecnologico e che mira ad essere una delle più importanti a livello mondiale per la produzione di polipropilene e polietilene. Un gruppo assicurativo finanziario ha garantito una linea di credito da 840 milioni di dollari, con l’obiettivo, tra gli altri, di promuovere i vari contratti di fornitura che verranno assegnati dal governo omanita, anche verso numerose imprese italiane.

Egitto
Entro la fine di luglio saranno pubblicati tutti i bandi di gara relativi alla consulenza per la realizzazione di 200 scuole nelle città di Il Cairo, Alessandria e Qalyubia. Tale progetto rientra in quello più ampio, di costruzione di 2000 scuole deciso dal Ministero dell’Educazione egiziano. I bandi di gara relativi alla progettazione, realizzazione e gestione degli edifici scolastici saranno pubblicati entro la fine dell’anno. Anche in Qatar ed in Kuwait sono allo studio progetti di edificazione di scuole in cooperazione tra istituzioni pubbliche e imprese private.
Iran
Il Presidente Rouhani sta portando avanti una politica di riforme, non sempre ben accetta dalla opinione pubblica, ma finalmente una buona notizia ad avvallare l’utilità di tali riforme: l’inflazione è la più bassa degli ultimi 25 anni. La diminuzione dei tassi ha portato, tra l’altro, ad un calo del rendimento dei risparmi bancari, ma ha permesso il rilancio degli investimenti verso infrastrutture come i gasdotti e l’aumento dei consumi in genere, necessari al consolidamento delle esportazioni italiane verso l’Iran. E’ stata introdotta l’IVA ed è aumentato il controllo dell’evasione fiscale.
Dopo aver toccato il fondo durante la presidenza di Ahmedinejad, l’economia iraniana sembra essere a un turning point. Negli ultimi tre anni, il presidente Rouhani ha avviato una serie di riforme per ricostruire l’economia e realizzare le sue promesse. Riforme che l’uomo della strada percepisce come dolorose: i prezzi sembrano aumentare, perché è stata introdotta l’imposta sul valore aggiunto sui beni e servizi, il contrasto all’evasione fiscale (male endemico anche in Iran) si è fatto più rigoroso, i tassi di interesse sono calati e quindi il rendimento sui risparmi in banca.
Paesi Arabi
L’esportazione di prodotti italiani verso i Paesi Arabi continua ad essere in aumento; i settori interessati sono: abbigliamento, agroindustria, arredamento, chimica e farmaceutica, macchinari ed automotive. In Egitto l’Italia ha esportato soprattutto macchinari; così pure verso l’Iraq e la Giordania; in Arabia Saudita, con un discreta crescita del 7% nei primi nove mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’interesse si è rivolto a mobili e abbigliamento, mentre negli Emirati Arabi Uniti si è visto un notevole incremento, pari al 18%, relativo a macchinari ed aeromobili. Dove l’Italia ha esportato in assoluto di più è stato l’Oman, con un aumento del 45%.

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