Interscambio commerciale

Alessandro PasutRepubblica Ceca
In Repubblica Ceca il design italiano è molto ricercato; ciò si evidenzia soprattutto nel settore dell’arredamento, dove la richiesta di mobili italiani è in continuo aumento. Secondo l’Ufficio Ceco di Statistica le importazioni dall’Italia sono cresciute del 5% e l’Italia si trova ora preceduta solo da Paesi esportatori come la Germania, la Cina, la Polonia e l’Ungheria. La concorrenza con la Germania non è una novità, mentre la presenza di quella cinese è recente, supportata da una diffusione capillare dei prodotti sul territorio, con prezzi di partenza difficilmente contrastabili. La certezza è che l’aumento della capacità reddituale farà convergere le scelte di acquisto della popolazione verso prodotti di alta qualità.

Montenegro
Nel primo semestre del 2015 l’interscambio tra l’Italia ed il Montenegro è stato di circa 100 milioni di euro. Tra i fornitori l’Italia è stata preceduta dalla Cina, dalla Serbia e dalla Bosnia Herzegovina ed è tra i primi posti nella classifica dei Paesi Clienti del Montenegro. L’Italia acquista nel settore della metallurgia, del legno, della paglia, dei macchinari ed apparecchiature, dell’agricoltura e pesca in genere, mentre fornisce merce nel settore dell’abbigliamento, degli alimentari, delle apparecchiature tecnologiche di precisione e dei prodotti in pelle finemente lavorati.

Ungheria
Tra il 2007 ed il 2013 l’Ungheria ha potuto usufruire di 30 miliardi di contributi UE e per il periodo dal 2014 al 2020 sono stati stanziati 22 miliardi, diversamente suddivisi per le regioni meno sviluppate, per l’occupazione dei giovani, per la cooperazione territoriale. Questi contributi hanno favorito il consolidarsi dell’economia del Paese e l’Ungheria ha potuto rendersi più appetibile agli investitori stranieri, che, tramite l’Agenzia per gli Investimenti ed il Commercio, possono ricevere contributi statali pari al 50% dell’investimento effettuato nel territorio. Attualmente gli investitori stranieri sono presenti nel settore chimico e farmaceutico e nel settore dell’informatica.

Croazia
Tra gli investitori stranieri l’Italia è tra i primi posti nella classifica internazionale ed ha investito, negli ultimi dieci anni, circa 1,5 miliardi di euro. I settori oggetto di interesse sono soprattutto quelli relativi alla attività immobiliare ed alberghiera, alla ristorazione, al commercio al dettaglio, al settore bancario. In Croazia sono presenti a vario titolo molte società note, quali, ad esempio, il Gruppo Unicredit, il Gruppo Intesa San Paolo, le Assicurazioni Generali, la Veneto Banca, Eni, Saipem, Adriatica, Ducati Energia, Calzedonia, Oviesse, Aquafil.

Tunisia
Per la Tunisia il settore turistico è sempre stato il più trainante dell’economia del Paese, ciò fino al 2015, anno in cui vari attentati terroristici hanno minato alla base questo settore: nell’arco di pochi mesi si è visto un calo del 30% di turisti stranieri rispetto agli anni precedenti, con una immediata ripercussione sugli oltre 400 mila occupati nel settore. I turisti italiani sono diminuiti del 60%, a seguire belgi, tedeschi, inglesi e francesi. Anche gli investitori stranieri sono diminuiti ed ora il Paese deve affrontare la necessità di variare l’offerta, puntando molto sulla qualità delle strutture ricettive.

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