Aprire società in Bosnia Erzegovina, Repubblica Ceca, Ungheria e Bulgaria

Alessandro Pasut

Bosnia Erzegovina

Settore energetico. L’Elektroprivreda della Bosnia Erzegovina intende usare le risorse di un prestito della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) per un ammontare di 35 milioni di euro al fine di finanziare la ricostruzione della centrale idro-elettrica HPP UNA e la costruzione della centrale idro-elettrica HPP Vranduk.

Repubblica Ceca

Oasi fiscali. Secondo un’indagine condotta dalla Czech Capital Information Agency (CEKIA), il numero delle società ceche il cui proprietario è registrato in un’oasi fiscale è aumentato del 4% a 12.554. In totale il 3,4% delle società registrate nella Repubblica Ceca sono controllate da oasi fiscali. A tale riguardo la destinazione offshore più ambita sono state le Seychelles, mentre in Europa il fenomeno ha riguardato soprattutto i Paesi Bassi, il Cipro ed il Lussemburgo.

Ungheria

Settore meccanico. A breve sarà realizzata la seconda fabbrica della Grundfos Magyarország Gyártó Kft. a Székesfehérvár con un investimento pari a. circa 59,6 milioni di euro. Nella nuova unità verranno prodotte pompe di grandi dimensioni. Lo scorso anno la società danese Grundfos ha effettuato un investimento per un valore di circa 17,5 milioni di euro. Il gruppo Grundfos aveva spostato nel 2000 la produzione di motori per pompe dalla Danimarca a Tatabánya.

Bulgaria

Infrastrutture. La Compagnia Nazionale “Progetti Infrastrutturali Strategici” ha lanciato la procedura di gara per l’elaborazione dello studio di pre-fattibilità del lotto 3, Blagoevgrad-Sandanski, dell’autostrada “Struma”, collegamento strategico di 150 km, tra Sofia e la città di Kulata, al confine con la Grecia, nonché parte della rete TEN-T e del Corridoio trans-europeo IV. In questa gara partecipano 14 società italiane.
Romania
Interscambio. Secondo i dati dell’Istituto Romeno di Statistica, l’interscambio commerciale tra l’Italia e la Romania nel 2015 ha raggiunto un valore complessivo di 9.655,3 milioni di euro. La Romania ha esportato verso l’Italia un valore di 4.601,6 milioni di euro (-6,0% rispetto al 2014), mentre le importazioni dall’Italia hanno raggiunto un valore di 5.053,7 milioni di Euro (-3,0% rispetto al 2014).L’Italia è risultata essere il secondo partner commerciale della Romania, dopo la Germania, con una quota sul totale interscambio della Romania pari al 11,5% (12,2% del totale export e 11,0% del totale import).

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