Croazia, Romania, Brasile e Slovenia: Fondi europei, investimenti e costo del lavoro

Alessandro PasutCroazia

Fondi europei. Fino al termine dell’anno scorso, la Croazia aveva a disposizione più di mezzo miliardo di euro di fondi europei. Ma la somma potrebbe superare il miliardo entro la fine di quest’anno. Il Ministro dello Sviluppo regionale ha sottolineato che si sta lavorando per poter utilizzare questi fondi. Entro l’anno potrebbero essere utilizzati circa 150 milioni di euro dai fondi strutturali cui potrebbero aggiungersi i circa 220 milioni che saranno contrattati tramite il programma IPA, ossia quello relativo ai fondi di preadesione che, in Croazia, restano in vigore fino al 2016. Parte dei fondi è destinata ad aumentare la base di liquidità da mettere a disposizione del sistema economico e produttivo. Secondo il Ministro, a breve, dovrebbero venire concordati con l’Unione europea 7 grandi progetti di valore superiore ai 10 milioni di euro.

Romania

Investimenti italiani. Secondo le stime provvisorie della Banca Nazionale della Romania, nei primi due mesi dell’anno, gli investimenti diretti italiani nel Paese hanno registrato flussi in entrata di 35,5 milioni di euro e flussi in uscita di 10,5 milioni di euro, incluse le stime delle perdite ed i dividenti rimpatriati. I flussi netti degli investimenti diretti italiani in Romania nel periodo di riferimento hanno quindi registrato un valore di 25,1 milioni di euro, rappresentando il 15,4% del totale degli investimenti diretti esteri dei non residenti in Romania (163 milioni di euro).
Cavi: una società italiana, leader mondiale nel settore dei cavi e dei sistemi per l’energia e telecomunicazioni, ha recentemente aperto a Slatina un nuovo impianto per la produzione di cavi in ​​fibra ottica. Secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Mediafax, il valore dell’investimento è stimato a 10-15 milioni di euro, e il 70 % della produzione sarà destinata all’esportazione.

Brasile

Investimenti. In occasione di una visita al Ministero dello Sviluppo Economico, il governatore dello Stato Mato Grosso do sul, dove l’economia cresce al tasso del 16% l’anno, ha offerto esenzioni fiscali fino al 90% per 15 anni per le aziende italiane che investiranno nel suo stato. Il Governatore ha sottolineato che tra i 27 stati brasiliani il suo è il più attrattivo perché oltre a ridurre le imposte comunali, regionali e federali, garantisce agevolazioni per l’acquisto di macchinari ed il rilascio rapido delle licenze, concessioni di aree per nuovi impianti industriali. Il Mato Grosso do sul, grande come l’Italia ma con appena 2,5 milioni di abitanti, molto ricco di materie prime, chiede di tutto, dalle macchine agricole e di movimento terra, alle infrastrutture, a tecnologia e logistica. Il governatore si impegna molto nella ricerca di nuovi investimenti, in particolare nel settore dei trasporti e infrastrutture.

Slovenia

Costo del lavoro. Secondo l’Eurostat il costo del lavoro in Slovenia negli ultimi anni è cresciuto del 6,9%, meno della crescita media nell’eurozona (8,7%) e nell’Unione europea (8,6%). L’aumento più consistente è stato registrato in Austria (15,5%), seguita da Slovacchia (13,8%) e Finlandia (13,7%). Il costo orario del lavoro nell’UE varia da 3,7 euro in Bulgaria e 5,8 euro in Romania a 39 euro in Svezia e 37,2 euro in Danimarca. La Slovenia ha un costo orario di 14,9 euro all’ora e si pone al di sotto della media dell’UE (23,4 euro) e sotto la media dell’eurozona (28 euro).

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