Brasile, Romania e Serbia: industria alimentare e imposte

Alessandro PasutSERBIA

Industria alimentare. Un gruppo italiano ed il Ministro dell’Agricoltura hanno firmato una lettera d’intento in relazione alla produzione di noci in Serbia. Secondo le previsioni la superficie coltivata con noci dovrebbe aumentare da 1.000 a più di 10.000 ettari nel 2020.

Imballaggi. Una società italiana ha avviato i lavori di costruzione per una fabbrica per la produzione di nastri adesivi destinati al settore degli imballaggi. Il progetto richiede un investimento di 60 milioni di euro. Si tratta di uno degli stabilimenti più grandi realizzati nella Serbia.

ROMANIA

Imposte. Durante l’ultima visita della commissione del Fondo Monetario Internazionale, il governo ha presentato il progetto di esenzione degli utili reinvestiti e le relative metodologie di attuazione. Secondo quanto spiegato dal Primo Ministro l’esenzione del profitto reinvestito, pur comportando una perdita del 16% delle tasse sui ricavi, garantisce l’introito del 24% IVA sugli acquisti.

BRASILE

Moto. Un importante gruppo italiano ha annunciato l’apertura di un nuovo stabilimento a Manaus, in Brasile, dove saranno assemblate tutte le motociclette attualmente nel listino dell’impresa. Un nuovo spazio produttivo è stato inaugurato recentemente. Nel nuovo stabilimento, destinato a diventare il nuovo punto di riferimento per le attività in Sud America, saranno assemblati i modelli classici della produzione della casa italiana.

Macchine tessili. Un importante produttore di macchine per il finissaggio tessile ha venduto nell’ultimo anno 1,4 milioni di macchine per la lavorazione di tessuti in Centro e Sud America. Le forniture, commissionate da clienti in Brasile, Ecuador e Perù, sono state assicurate da Sace.

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