Repubblica Ceca e Slovacchia: imprese e politica fiscale

Repubblica Ceca

I dati diffusi dalla Czech Credit Bureau – CRIF rivelano che i fallimenti delle imprese hanno registrato un nuovo picco con 716 imprese. In particolare l’aumento riguarda le imprese individuali che hanno registrato 613 fallimenti. I fallimenti delle imprese commerciali sono invece diminuiti di 28 unità. Sono calati di 17 unità i fallimenti delle imprese commerciali, mentre quasi raddoppiano da 341 a 613 unità i fallimenti delle imprese individuali. Quasi un terzo dei fallimenti delle imprese commerciali è stato dichiarato a Praga e il 14% dei fallimenti ha riguardato la regione della Moravia – Silesia. Per le imprese individuali le regioni con maggior numero di fallimenti sono state la regione della Moravia – Silesia e la regione di Karlovy Vary.

Slovacchia

Il Governo slovacco presenterà a breve i piani di politica fiscale, nei quali introdurrà nuove tasse. Vari quotidiani slovacchi hanno pubblicato una lista delle probabili misure che verranno introdotte; tra queste figura un aumento delle tasse su beni mobili ed immobili. Si parla anche dell’introduzione dell’obbligo di utilizzo dei registratori di cassa per i medici, gli alberghi, i notai e i tassisti, Per quanto riguarda le imprese e le banche, il carico fiscale sarà mantenuto sull’attuale livello, con il bancario che dimezzerà secondo la normativa vigente. Si sta valutando anche l’abolizione totale del secondo pilastro pensionistico, quindi la nazionalizzazione dei fondi pensionistici privati gestisti da banche, assicurazioni o altre società di gestione del risparmio. L’IVA slovacca rimarrà invariata al 20% e, se il deficit finanziario sarà minore del 3% del PIL, diminuirà.

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