Slovacchia, Macedonia e Brasile: imprese e scambi commerciali

Slovacchia

Le piccole imprese, devono aspettare in media 50 giorni prima di essere pagate per i loro servizi. Le PMI, a loro volta, hanno l’obbligo di pagare l’IVA sulla somma fatturata al massimo il 25° giorno del mese successivo dalla data dell’emissione. Di conseguenza l‘IVA viene spesso pagata prima che il cliente saldi la sua fattura. Allo scopo di aiutare le piccole imprese, il Ministero delle Finanze delle Repubblica Slovacca, sta analizzando la possibilità che consentirebbe alle imprese di pagare l’IVA dopo il pagamento delle fatture dai clienti. Simili misure sono oggi in vigore in Repubblica Ceca e Romania e costituiscono un concreto aiuto alle aziende che si trovano in questa situazione. I datori di lavoro e gli imprenditori accoglierebbero tali cambiamenti con favore, aggiungendo però che sarebbe necessario risolvere anche il problema del ritardo nei pagamenti delle fatture.

Il Consiglio del governo ha approvato ieri un Programma di Stabilità con misure volte a diminuire il deficit delle finanze pubbliche nel 2015. Nel programma non si prevede più un taglio dell’IVA dal 20% al 19% nel 2015. Il governo prevede inoltre di rendere obbligatoria per medici, alberghi, notai e avvocati l’installazione di registratori di cassa. Le spese di marketing delle aziende farmaceutiche saranno soggette ad una ritenuta alla fonte del 19%. La compensazione annuale sulle assicurazioni sociali dovrebbe essere introdotta all’inizio del 2016. Il governo sta anche pianificando di fissare un tetto riguardo i costi di ammortamento per le automobili, abbandonando d’altra parte il proprio piano di aumentare le tasse sulle proprietà immobiliari.

Macedonia

Nell’ultimo report sul libero scambio commerciale pubblicato dal Forum Economico Mondiale, la Macedonia è stata posizionata al 63° posto della classifica che comprende 138 Paesi. Tra i paesi dell’area Balcanica la migliore posizione è quella della Slovenia, classificata 38a, seguita dal Montenegro al 49°, Croazia al 56°, Bosnia Erzegovina al 78° e Serbia al 89° posto. I criteri principali per la valutazione dell’indice sono l’apertura del mercato, le procedure doganali, le infrastrutture e l’ambiente operativo, ossia l’accessibilità del mercato locale, l’accessibilità dei mercati esteri, l’efficienza e la trasparenza dell’amministrazione doganale, la qualità delle infrastrutture e i servizi di trasporto e spedizione.

Brasile

Da poco è terminata la costruzione del terzo ed ultimo impianto del complesso eolico Cristal, nello stato brasiliano di Bahia, nella località di Morro do Chapéu. Il nuovo impianto Cristal è composto da 13 turbine da 2,3 MW ciascuna, per una capacità installata complessiva di 30 MW, in grado di generare oltre 145 milioni di kilowattora all’anno. Il complesso di Cristal raggiunge così la sua capacità installata complessiva, pari a 90 MW, in grado di generare fino a oltre 400 milioni di KWh all’anno. La realizzazione del complesso eolico ha richiesto un investimento totale di circa 165 milioni di euro. Con il nuovo parco eolico in Brasile si è raggiunta una capacità installata superiore a 260 MW, di cui oltre 90 MW idroelettrici.

Sono iniziati i lavori per la costruzione in Brasile del nuovo complesso idroelettrico di Apiacás, nello stato di Mato Grosso. Apiacás sarà composto da 3 impianti in cascata per una capacità installata totale di 102 MW, con 7 turbine da circa 14,5 MW ciascuna. Il complesso idroelettrico sarà in grado di generare fino a circa 490 GWh all’anno, incontrando così la grande domanda di nuova energia elettrica del Paese, che è stimata crescere a un tasso medio annuo del 4% fino al 2020.

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