Bulgaria, Serbia e Austria: imposte e settore energetico

Alessandro PasutBULGARIA

Imposte: il partito al Governo in Bulgaria non ha rinunciato all’intenzione di introdurre un’imposizione differenziata per le persone fisiche. Mentre la maggioranza dei contribuenti continuerà ad essere soggetta all’aliquota forfetaria del 10%, nel bilancio per il 2015 sarà inclusa un’imposta speciale per le categorie di reddito più elevato. Sono già state avanzate proposte di aliquote del 15% o del 16%.

SERBIA

Imposte: le modifiche alla legge sulle imposte sul reddito delle persone giuridiche, entrate in vigore nel 2014, introducono condizioni più severe per l’applicazione di agevolazioni fiscali per investimenti. Le società non hanno diritto a chiedere agevolazioni per investimenti come l’acquisto di attrezzature che sono già state precedentemente usate nel territorio serbo e per “mezzi operativi fondamentali”.

AUSTRIA

Settore energetico: una compagnia austriaca, una tra i principali attori sul mercato romeno della lavorazione del legno, con un fatturato di circa 200 milioni di euro, ha finalizzato i lavori di costruzione della più grande centrale a biomasse della Romania ubicata a Radauti, provincia di Suceava. L’investimento totale ammonta in valore a 35 milioni di euro e ha una capacità 83 MW.

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