Ungheria e Polonia, tassazione e deficit pubblico

Ungheria

In Ungheria un nuovo disegno di legge sulla tassazione degli spazi pubblicitari è stato presentato nelle scorse settimane da László L. Simon, un deputato che fa capo all’attuale maggioranza parlamentare. Il progetto costituisce la prima misura di politica economica del nuovo governo a guida Orbán. La base imponibile della nuova tassa dovrebbe essere costituita dagli introiti che derivano dalla pubblicità e sarà dovuta dai fornitori dei servizi di media. Le aliquote sono sei e dovrebbero oscillare tra lo zero e il 40% con due diverse scadenze di pagamento tra acconto e saldo. A essere soggetti alla tassa tutti i media suddivisi tra le diverse categorie di appartenenza, ovvero giornali, tv, radio, con sede in Ungheria ma anche siti Internet e portali senza trascurare chi pubblica messaggi pubblicitari su cartelloni e mezzi di trasporto.

Secondo l’articolo 199-ter della direttiva 2006/112/CE l’Ungheria ha richiesto alla Commissione Europea l’autorizzazione ad introdurre il reverse charge nel settore del commercio di zucchero tramite il meccanismo “di reazione rapida”, detto anche Quick Reaction Mechanism (QRM).
Tal strumento permette ai Paesi dell’Unione di applicare per un breve periodo, a determinate cessioni di beni o prestazioni di servizi e solo in casi di “imperativa urgenza”, il meccanismo dell’inversione contabile (cd. reverse charge), in base al quale l’obbligo di versamento dell’Iva è trasferito dal fornitore o dal prestatore (come previsto dalle regole ordinarie) al cessionario del bene o al committente della prestazione, in deroga all’articolo 193 della direttiva 2006/112/CE.

 

 Polonia

Dopo un decennio di ottime performance, grazie alle quali la crescita ha raggiunto la media standard degli altri Paesi dell’Unione europea, l’economia polacca ha subito una pesante battuta d’arresto nel biennio 2012-2013. Il deficit pubblico è aumentato inaspettatamente durate lo scorso anno, principalmente a causa delle numerose agevolazioni fiscali erogate dal sistema tributario polacco e per l’alto livello della spesa pubblica.
Proprio il Fisco rappresenta uno degli ambiti dove dovrebbe incidere in modo più efficace l’intervento del governo di Varsavia. Il sistema fiscale dovrebbe essere riformato con l’obiettivo di eliminare alcune importanti distorsioni, aumentare le entrate erariali e migliorare l’efficienza dell’Amministrazione tributaria e della riscossione, creando anche un’autorità fiscale indipendente.

I tecnici Ocse indicano le possibili soluzioni per migliorare il sistema fiscale e incrementare gli incassi della riscossione tributaria. In primis, il governo polacco dovrebbe tagliare le numerose agevolazioni fiscali, tra cui in particolare le aliquote Iva ridotte (strada già indicata dalla Commissione Ue lo scorso anno). Sempre sul fronte Iva, il report Ocse consiglia, per migliorare la riscossione dell’imposta sul valore aggiunto, l’introduzione obbligatoria del registro di cassa per tutti i servizi professionali. Viene evidenziata anche l’urgenza di eliminare alcune distorsi strutturali del sistema fiscale, aumentando la tassazione sulle proprietà, le locazioni e sulle emissioni inquinanti. Sul fronte della fiscalità ambientale, infatti, la Polonia rappresenta il fanalino di coda dei paesi Ue.

Per ricevere maggiori informazioni da Alessandro Pasut sulla tassazione e deficit pubblico in Ungheria e Polonia clicca qui.

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