Croazia: nuove misure dall’Amministrazione tributaria

Alessandro PasutLe rigorose nuove misure implementate dall’Amministrazione tributaria croata hanno portato i primi risultati positivi. Nel settore turistico gli ispettori fiscali stanno applicando le nuove leggi che mirano al controllo dell’economia sommersa adottando una linea dura nei confronti delle imprese che evitano di pagare l’imposta sul valore aggiunto. Alcuni alberghi, bar e ristoranti sono stati chiusi per alcuni giorni a causa delle irregolarità finanziarie.

Secondo il Ministro delle Finanze Slavko Linic le nuove misure implementate quest’anno hanno portato un successo per l’amministrazione tributaria facendola incassare le entrate di cui lo Stato ha urgentemente bisogno. Tuttavia, questo processo noto come “fiscalizzazione” è soltanto all’inizio. Secondo quanto reso noto dall’amministrazione tributaria, nei sei mesi dall’avvio della fiscalizzazione, lo Stato ha registrato un aumento delle entrate pari a 1,73 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Davor Majetic, presidente dell’Associazione croata dei datori di lavoro (HUP) si è dichiarato favorevole all’adozione delle nuove regole di tassazione da parte del Ministero delle Finanze aggiungendo che gli imprenditori che violano i loro obblighi fiscali costituiscono una concorrenza sleale per gli altri imprenditori.
Majetic ha continuato affermando che gli obblighi nei confronti del Governo, dei dipendenti, dei creditori e dei fornitori dovrebbero essere assolti senza alcuna eccezione da grandi e piccoli imprenditori. Ritiene tuttavia che alcune delle misure e delle multe sono troppo rigorose. La HUP segnala che vi sono casi in cui le autorità tributarie applicano multe sproporzionate rispetto alle violazioni contestate al rispettivo imprenditore.
Secondo un’indagine condotta all’Istituto per le Finanze Pubbliche, nel 2010 i debiti costituiti da imposte non versate sono ammontati a 12 miliardi di euro, mentre i contributi sociali non versati sono stati di 2 miliardi.

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