Romania e codice tributario

Il 31 dicembre scorso è stata pubblicata una decisione del Governo a modifica ed integrazione della metodologia per l’applicazione del Codice tributario. Le regole forniscono una serie di chiarimenti per alcune aree.

Imposta sugli utili. Per quanto riguarda l’esenzione fiscale applicata agli utili reinvestiti, la nuova metodologia stabilisce che se gli utili sono reinvestiti in beni da produrre nel corso di alcuni anni consecutivi, l’incentivo copre soltanto il valore di questi beni registrato e commissionato tra il 1° ottobre 2009 ed il 31 dicembre 2010. Ai fini dell’incentivo, la produzione di attrezzature tecnologiche è definita come “produzione di beni con l’impiego di risorse proprie, iscritta come immobilizzazioni in linea con le regole contabili” insieme all’articolo del Codice tributario relativo all’ammortamento.

Acconti dell’imposta sugli utili. Nel caso dei contribuenti che nell’anno precedente erano soggetti all’imposta sul reddito delle micro-imprese ma che saranno obbligati ad effettuare acconti trimestrali dell’imposta sugli utili a partire dal 1° gennaio 2010, l’ammontare degli acconti sarà calcolato in relazione all’imposta sulle micro-imprese dovuta per l’anno imponibile precedente. Per i contribuenti che ricalcolano la loro imposta sugli utili relativi al precedente anno, gli acconti trimestrali dovrebbero essere determinati in relazione all’imposta sugli utili ricalcolata.

Spese deducibili e non deducibili. Le spese sostenute in relazione all’IVA versata ad un paese membro per beni o servizi acquistati al fine di generare redditi imponibili sono deducibili dalla base imponibile. Le spese sostenute a titolo di retribuzione pagata ai dipendenti usando strumenti di capitale sono deducibili ai fini dell’imposta sugli utili.

Imposta sui dividendi. Il Codice tributario stabilisce una ritenuta alla fonte pari al 10% da applicare ai dividendi distribuiti da società romene ai fondi aperti. La nuova metodologia esclude espressamente l’applicazione di queste regole ai fondi di pensione opzionali oppure ai fondi di pensione gestiti da privati in quanto non dotati di persona giuridica e quindi non rientranti nella categoria di fondi di investimento aperti secondo le regole del mercato dei capitali.

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