Lituania: nuova legge sull’Iva

A partire dal 1° maggio 2010, la soglia per il versamento di acconti IVA è stata aumentata. L’obbligo di effettuare acconti di IVA dei soggetti passivi sorge pertanto nel momento in cui l’importo medio dell’IVA da versare per i tre mesi precedenti supera il limite di 10 milioni di litas.

Commento sulla legge sull’IVA. In Aprile una sezione del commento sulla legge sull’IVA è stata modificata a seguito dei cambiamenti introdotti nella legge sul reddito delle persone fisiche in vigore dal 1° gennaio. Secondo la legge, le deduzioni ammesse in relazione al reddito proveniente da attività individuali non devono essere superiori al 50% delle spese di rappresentanza. Tuttavia, queste deduzioni non devono superare il 2% del reddito delle attività individuali realizzato durante il periodo imponibile. Per questo motivo, la persona che svolge attività individuali ed è registrata ai fini dell’IVA non può per analogia dedurre più del 50% dell’IVA sostenuta a monte in relazione alla rappresentanza.

Benefici in natura. Lo scorso 29 aprile le autorità fiscali hanno chiarito che una tessera mensile per i trasporti pubblici acquistato dal datore di lavoro a favore del dipendente per il suo viaggio al e dal luogo di lavoro non deve essere trattato come un beneficio in natura percepito dal dipendente. Queste tessere dovrebbero essere trattate nella stessa maniera dell’automobile aziendale messa a disposizione del dipendente per i viaggi tra l’abitazione e il luogo di lavoro, il che non è considerato beneficio in natura.

Spese di viaggio. E’ entrato in vigore un decreto che modifica un precedente decreto sulle spese per viaggi di lavoro. Secondo la modifica, non è ammesso pagare una diaria al dipendente se un viaggio di lavoro all’interno della Lituania ha una durata inferiore ad un giorno ed una tale disposizione si trova nel contratto collettivo o nelle disposizioni di un ordine di servizio. La versione modificata del decreto include la disposizione secondo cui almeno il 50% delle diarie dovrebbe essere pagato al dipendente entro l’ultimo giorno di lavoro prima del viaggio di servizio, salvo disposizioni diverse contenute in un contratto di lavoro o un contratto collettivo.

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