Belgio: Tassazione di dividendi in uscita

Nel novembre 2009 la Corte di Giustizia Europea ha rilasciato una sentenza con la quale il regime fiscale italiano applicato ai dividendi in uscita è stato dichiarato in contrasto alla libertà di capitale. In determinate condizioni, questa decisione potrebbe avere un impatto importante sul Belgio che potrebbe altrettanto essere considerato in contrasto con i principi dell’UE.

L’aliquota standard di ritenuta sui dividendi in Belgio è pari al 25%. Esiste un’esenzione dalla ritenuta applicabile ai dividendi pagati ad una società madre situata nel Belgio, in un altro Paese membro dell’UE o in un altro Stato con il quale il Belgio ha stipulato un accordo contro la doppia imposizione a condizione che si tratti di una partecipazione di almeno il 10% detenuta per un periodo ininterrotto di almeno un anno.

Anche se la ritenuta è dovuta indipendentemente dal fatto se il beneficiario è un residente o meno, un azionista residente può vantare un credito d’imposta per ogni ritenuta su dividendi belgi sostenuta. Di conseguenza la ritenuta belga sui dividendi di solito non comporta un effettivo onere fiscale.

Simile al regime fiscale italiano, anche in Belgio viene applicata la cosiddetta “deduzione per dividendi ricevuti” (DRD) agli azionisti residenti, che sono persone giuridiche. Secondo questo regime, i dividendi ricevuti sono esclusi dalla base imponibile fino al 95% se il dividendo si riferisce ad una partecipazione del 10% o ad una partecipazione acquistata al costo di almeno 1,2 milioni di euro detenuta per un periodo ininterrotto di almeno un anno. Gli azionisti belgi, che sono persone giuridiche, possono anche compensare i costi di finanziamento ed altri costi con il rimanente 5% del reddito dai dividendi ricevuti.

Anche se un dividendo pagato ad un azionista belga residente, che è una persona giuridica, è soggetto alla ritenuta, il contribuente in questione sarebbe soggetto soltanto al massimo al 5% per il dividendo. Questa situazione potrebbe venire a crearsi quando una partecipazione non supera il limite minimo del 10% ai fini dell’esenzione dalla ritenuta ma, al tempo stesso, supera il limite dei 1,2 milioni di euro ai fini dell’applicazione della DRD.

Sulla base della recente sentenza della Corte Europea contro l’Italia, la ritenuta belga del 25% applicata agli azionisti non residenti, che sono persone giuridiche, potrebbe essere considerata una discriminazione rispetto al regime applicato ai residenti.

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